Ebola: British Medical Journal, non bastano vaccini e medicinali ma occorrono scelte politiche coraggiose e lungimiranti

Contro Ebola non bastano vaccini e medicinali: occorrono scelte politiche coraggiose e lungimiranti questa, in estrema sintesi, la posizione dei medici e virologi di fama internazionale che hanno firmato un documento programmatico sull’epidemia, pubblicato nell’edizione odierna del British Medical Journal. Il documento ha come capofila l’Istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, e partecipano l’Università di Monaco in Germania, la Fondazione Congolese per la ricerca medica di Brazzaville, l’Università di Tubinga, l’Ong Emergency, e le università Tanzana Sokoine, di Londra, e la Stanford University. Nell’articolo gli autori sottolineano come, ad un anno dal primo caso registrato nell’agosto 2018 nella Repubblica democratica del Congo, l’attuale epidemia di Ebola continui ad espandersi e la gravità della situazione è tale che l’Oms ha dichiarato lo stato di emergenza internazionale. , Public-Health Emergency of International Concern), decisione assunta sino ad oggi soltanto quattro volte. Nonostante il vaccino sperimentale somministrato a più di 180.000 persone  e quattro farmaci sperimentali, utilizzati all’interno di studi clinici randomizzati o per uso compassionevole, sono oltre 2.600 i contagiati e più di 1.800 i morti. Secondo gli autori dell’articolo, vi sono varie concause ma “l’ostacolo più grave al contenimento dell’epidemia di Ebola è rappresentato dalla diffidenza delle popolazioni locali nei confronti delle autorità, delle organizzazioni di assistenza e delle truppe Onu”.  Il ruolo più importante, concludono gli esperti, spetta ai politici: “occorre infatti che gli Stati africani, con l’aiuto delle organizzazioni internazionali, pianifichino un impegno politico a lungo termine, unito a risorse finanziarie adeguate, per creare sistemi di salute pubblica sostenibili. La situazione nella RdC richiede che Oms, Africa Cdc, Who-Afro, Usaid, Commissione europea e tutte le altre agenzie internazionali, insieme alle autorità nazionali e regionali, interagiscano con i leader delle comunità locali per ristabilire la fiducia della popolazione”.

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