Opera nazionale per il Mezzogiorno: Amatrice, festeggiati i 100 anni con un convegno. Mons. Pompili (Rieti), “la Casa del Futuro entro il 2024”

È stato festeggiato ad Amatrice il centesimo compleanno dell’Opera nazionale per il Mezzogiorno d’Italia, nella terra natale del servo di Dio Giovanni Minozzi, che diede inizio a quell’avventura di carità che, all’indomani della Grande Guerra, iniziò a esprimere la sollecitudine pastorale verso le povertà delle popolazioni italiane in particolare del centro-sud. E sul tema “Amatrice e l’Opera: cento anni di presenza tra progetti, timori e speranze” si è svolto, subito dopo la festa dell’Assunta (giorno in cui nel 1919 nacque l’Onpmi), il convegno celebrativo. Un’occasione per soffermarsi anche sull’attuale utilizzo dell’area nell’emergenza del sisma e sul progetto di realizzare in essa la Casa del futuro che vuol segnare prospettive di ripartenza per la cittadina terremotata. Nello spazio convegni del Polo del gusto sito di Villa San Cipriano, sul maxischermo scorrevano le immagini dei luoghi dell’Opera: l’istituto femminile minozziano – il primo a sorgere ad Amatrice, sbriciolatosi nella terribile notte del 24 agosto di tre anni fa provocando anche vittime tra suore e anziane ospiti – e dell’ampio complesso dell’istituto maschile – dove i padri e gli anziani ricoverati riuscirono a mettersi in salvo – seriamente seriamente danneggiato dalle scosse e destinato a diventare qualcosa di significativo. Riletto, anche con il supporto delle immagini, il passato dell’Opera, a partire dalla biografia di don Minozzi e al periodo della sua attività di cappellano militare, con l’invenzione delle Bibliotechine e delle Case del Soldato. Ad approfondire l’argomento, anticipato da un breve video, è stato don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio Problemi sociali e lavoro della Cei. Anche dopo il sisma l’area dell’Opera per il Mezzogiorno d’Italia è stata uno spazio di incontro e socialità, con una serie di iniziative come quella dei campi estivi per ragazzi. Un contesto propositivo che si prepara a fare da apripista alla ricostruzione dei padiglioni, con la Casa del Futuro. Il progetto, voluto dalla Chiesa di Rieti per rigenerare l’area, è stato presentato da Corrado Longa, dello Studio Boeri. L’obiettivo – secondo quanto spiegato dal vescovo Domenico Pompili – è quello di completare l’opera entro il 2024.

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