Terremoto: mons. Boccardo (Spoleto-Norcia) , “stessa responsabilità morale nel trattenere migranti su una nave in attesa di un porto sicuro e nell’obbligare terremotati a vivere fuori dalla propria casa”

foto SIR/Marco Calvarese

“Nell’anniversario della prima scossa del terremoto c’è un verbo che è urgente declinare con serietà e responsabilità ed è il verbo restituire. Bisogna restituire con urgenza alle popolazioni della Valnerina la fiducia che è stata loro rubata”. Il monito è dell’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, che oggi a Bevagna ha celebrato la festa del beato Giacomo Bianconi, dell’Ordine dei Predicatori (domenicani), compatrono della città. “Si erano riposte molte speranze nelle promesse e nelle assicurazioni ricevute dai diversi livelli istituzionali circa il ritorno nelle case e la ricostruzione. A tutt’oggi la realizzazione di queste promesse rimane vaga e viene ritardata da incomprensibili intoppi burocratici. Anche la basilica di San Benedetto, sbandierata da molti come icona di questo terremoto, è ancora occupata dalle macerie. E insieme alla basilica possiamo ricordare la cattedrale di Santa Maria e tutte le altre chiese, le tante case e gli edifici pubblici”. “In fondo – ha aggiunto il Presidente della Conferenza episcopale umbra – c’è poca differenza e direi c’è la stessa responsabilità morale nel trattenere migranti e profughi su una nave in attesa di un porto sicuro e nell’obbligare tanta gente a vivere fuori dalla propria casa nella precarietà e nell’attesa. Non possiamo dimenticare poi che la tentazione dello scoraggiamento e della rinuncia attanaglia l’animo di molti e che molti giovani pensano e mettono in atto il progetto di recarsi altrove a cercare dignità e lavoro. Voglio sperare – ha concluso – che il nuovo governo, indipendentemente dal colore e dagli orientamenti, sappia porre la questione del terremoto tra le sue più urgenti priorità”.

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