Giovane accoltellato da un amico a Novara: Pollo (sociologo), “l’altro non è percepito come reale, l’amore corrisponde a un like”

“L’altro non è percepito come un ‘altro’ reale. Oggi, purtroppo, anche nei rapporti di amicizia, dell’altro viene percepita solo l’apparenza. Nella realtà c’è un’alterità virtuale che è il frutto della comunicazione elettronica. Non si esplora più ciò che c’è al di là dell’immagine della persona”. Lo dice al Sir Mario Pollo, sociologo e docente di Pedagogia generale e sociale e di Psicologia delle nuove dipendenze alla Lumsa, in riferimento all’accoltellamento di Yoan Leonardi, ucciso da un amico e coetaneo con il quale aveva litigato per questioni sentimentali. Il delitto è avvenuto questa notte, verso le 2, davanti a un pub della frazione Campagnola di Borgo Ticino (Novara). Il ragazzo che ha ucciso il coetaneo ha scritto un post di pubbliche scuse su Facebook, in cui afferma di aver compiuto il gesto “per amore”. “Il fatto che l’altro sia visto come un’immagine vuol dire che non si conosce davvero né si coglie il mistero della vita che lo abita – spiega il sociologo -. Per cui, il togliere della vita non è sentito come qualcosa di terribile. Sembra che non si uccida una persona reale, ma un simulacro in cui abita un’immagine. Il ragazzo che ha compiuto questo gesto è consapevole delle conseguenze che ciò avrà per la sua vita, ma non ha percezione della gravità profonda. Il fatto che il ragazzo dica che la colpa è della vittima indica che non è presente in lui il vissuto di una colpa profonda”. Soffermandosi sull’utilizzo dei social network per chiedere pubbliche scuse, il docente spiega che “il problema consiste nel fatto che i social sono diventati una via di espressione che sostituisce i rapporti personali”. “È una forma che colloca in quell’universo virtuale che non è l’incontro tra persone in carne e ossa, ma che pone davanti un simulacro, rimanendo in un mondo virtuale lontano dalla realtà”. Infine, l’uso nel post della parola “amore”, che “non è più pensato come il prendersi cura dell’altro, l’I Care di don Milani, che manifesta elementi della trascendenza”. “Qui si parla di un amore che corrisponde a un like”.

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