Droga e minori: Squillaci (Fict), “una rete sociale ed educativa per il contrasto”

“Non possiamo più far finta di nulla di fronte alla notizia di una bambina di soli 10 anni che fa uso di cocaina e la morte di un carabiniere, ucciso da due ‘ragazzi’, per motivi di droga”. Lo dichiara Luciano Squillaci, presidente della Federazione italiana comunità terapeutiche (Fict), segnalando che “abbiamo bisogno di un nuovo senso di comunità come risposta al contrasto delle droghe e del disagio minorile”. Nel 2018 nei servizi dei Centri Fict, è stato rilevato un aumento rispetto al 2017 del 34% di minori, ragazzi di 12 anni circa che hanno assunto sostanze la prima volta, di questi il 16% ha fatto uso di eroina, il 72% di cocaina, il 42% di cannabinoidi, il 26% dì allucinogeni, il 152% di alcolici. Segnalando il rischio che “gli interventi e progetti di prevenzione rivolti ai minori siano azioni spot”, Squillaci evidenzia la necessità di “costruire una catena umana, una cultura dell’appartenenza in cui ognuno sia responsabile di se stesso, dell’altro e della comunità circostante”. “Abbiamo bisogno di un linguaggio comune che getti le basi per edificare una rete sociale ed educativa che dia strumenti e contenuti valoriali positivi. Siamo chiamati a ricostruire il noi per essere in grado di costruire l’io. Il noi è la comunità. Dobbiamo necessariamente riconquistare il nostro territorio, presidiarlo”. Secondo il presidente della Fict, “oggi il maggior disagio è la solitudine e i giovani ricercano nelle sostanze il nutrimento per colmare il loro vuoto”. “Ci dovrebbe spaventare – conclude Squillaci – che sia così facile trovare le droghe e assumerle nell’indifferenza di tutti”.

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