Fondazione Bambino Gesù: #GGG, a Cervia tre campioni dello sport in campo per avvicinare i bambini allo sport

Gregorio Paltrinieri, campione olimpico e mondiale di nuoto, Gianmarco Tamberi, campione mondiale ed europeo di salto in Alto e Gigi Datome, capitano della nazionale italiana di basket ed ex giocatore Nba. Tre campioni dello sport italiano che nei giorni scorsi a Cervia sono stati protagonisti del #GGG e sono scesi in campo per avvicinare i bambini allo sport e per sostenere “Frammenti di luce”, la nuova campagna umanitaria della Fondazione Bambino Gesù. 70 tra bambini e bambine tra gli 8 e i 12 anni hanno partecipato all’“Iron Baby”, seguendo le masterclass dedicate al basket e al salto in alto (purtroppo la masterclass di nuoto in mare non si è potuta svolgere a causa del maltempo) e si sono divertiti sfidandosi tra loro a squadre e sfidando il team vincitore del torneo nel 3×3. “Volevamo da tempo fare qualcosa insieme per i bambini – spiega Paltrinieri -, dimostrare che i nostri rispettivi sport potevano convivere in una giornata unica nel suo genere”. “È importante fare sport e provare tutti gli sport quando si è bambini – gli fa eco Tamberi –. Lo sport è l’unico mondo che ti dà gli strumenti per affrontare qualsiasi prova la vita ti metta di fronte. La mia esperienza alla vigilia di Rio 2016 quando a causa di un grave infortunio non ho potuto prendere parte ai giochi olimpici, è stato un momento molto difficile, ma ho trovato le risorse dentro di me per rialzarmi”. “Questo evento – conclude Datome – è l’esempio che lo sport crea amicizie e iniziative come questa, che è partita come un sogno ma grazie all’impegno di persone che insieme a noi ci hanno creduto, è diventata realtà. Vogliamo che questo sia solo l’inizio, stiamo già pensando al prossimo GGG 2020”. L’intero ricavato di #GGG sarà devoluto in beneficienza all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma per sostenere “Frammenti di luce”, la nuova campagna umanitaria della Fondazione dedicata alla cura di bambini che nei loro Paesi non avrebbero alcuna possibilità di cura, affetti da gravi malattie o feriti da armi da guerra, e all’accoglienza delle famiglie coinvolte nelle lungodegenze.

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