Periferie: Nuova Sair, 600 bambini autistici o con Dsa in lista d’attesa. Il presidio di via Dionisio non chiude neppure ad agosto

Sono oltre 600 i bambini con diagnosi di Dsa (Disturbi specifici di apprendimento) complessa o autismo che sono in lista d’attesa presso il Presidio di riabilitazione di via Dionisio, in zona Roma Est e in particolare a Torre Angela, gestito dalla Nuova Sair in convenzione con la Regione Lazio, centro di eccellenza per servizi semiresidenziali, ambulatoriali e domiciliari nel quadrante Roma Est della Capitale.
Per cercare di rispondere a questa vera e propria emergenza, la Nuova Sair ha scelto di continuare il lavoro svolto sui bambini anche nei mesi di luglio e agosto così da permettere a chi è in lista d’attesa di iniziare il proprio percorso di riabilitazione, ottenere una valutazione e iniziare a ricevere qualche risposta. Questa soluzione ha già permesso la presa in carico di 55 ragazzi.
Purtroppo, quella delle liste d’attesa per pazienti con diagnosi di Dsa o autismo, segnalati dalle Asl di competenza, è un’emergenza riscontrabile su tutto il territorio della Capitale e, in maniera ancora più specifica, in una zona come quella di Roma-Est dove, sempre secondo i dati in possesso della Nuova Sair, il 70% delle famiglie con una persona disabile in casa ha un solo reddito. Queste rende loro impossibile anche l’ipotesi di accedere a un intervento di tipo privato.
Il Presidio di riabilitazione di via Dionisio, gestito dalla Nuova Sair, porta avanti da anni un lavoro di frontiera nei confronti delle persone con disturbo dello spettro autistico o con Dsa, grazie al lavoro di operatori qualificati e attraverso l’utilizzo di metodologie innovative.
“Come lo scorso anno – dichiara Armando Cancelli, direttore sanitario del Presidio di via Dionisio – abbiamo deciso di non ridurre il nostro impegno in questo periodo estivo, per essere al fianco di tante famiglie e per iniziare a dare loro un aiuto concreto. Sono pochi i centri nella capitale che, come il nostro, possono attivare questo tipo di intervento e la lista d’attesa per questi centri è spaventosa. Noi abbiamo in attesa circa 600 persone… Per smaltire una lista così lunga servirebbero circa 3 anni. È troppo tempo per un bambino, che riceve una diagnosi quando di anni ne ha 2, ed è impensabile iniziare un intervento a 5 anni. Per questo continuiamo ad impegnarci e a sostenere concretamente queste famiglie e dare loro speranza”.

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