Agricoltura: un insetto sta mettendo in ginocchio la produzione di pere. Alleanza cooperative, “necessario un tavolo di crisi”

Un insetto sta azzerando la produzione di pere in Italia. L’allarme è stato lanciato dal sistema della cooperazione agricola riunito da Alleanza cooperative agroalimentari che, per questo, ha chiesto al ministero delle Politiche agricole la convocazione di un “tavolo urgente di crisi, allargato anche agli altri ministeri competenti (Salute, Ambiente) e a tutte le Regioni coinvolte, per valutare ogni possibile iniziativa e lo stanziamento di risorse straordinarie da attivare”.
È la cimice asiatica l’insetto che, stando alle coop, sta mettendo in ginocchio migliaia di produttori agricoli. La denuncia della situazione è contenuta in una lettera che il presidente di Alleanza cooperative agroalimentari, Giorgio Mercuri, ha inviato al ministro delle Politiche agricole alimentari forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio. Obiettivi del tavolo, secondo l’Alleanza cooperative, devono essere “l’individuazione di interventi rapidi di sostegno ai produttori colpiti e la definizione di nuovi urgenti strumenti per contrastare la diffusione della cimice asiatica sull’intero territorio nazionale, accelerando anche l’introduzione dell’unico vero antagonista della cimice ossia la vespa samurai”.
La situazione più critica pare essere in Emilia Romagna e in Veneto: aree nelle quali ai danni provocati dalla cimice si sommano, viene e spiegato in una nota, “quelli di malattie fungine fuori controllo e molto aggressive e il verificarsi di una contemporanea e significativa moria delle piante da frutto. Una situazione che risulta aggravata quest’anno da un andamento climatico eccezionale che sta mettendo a rischio la sopravvivenza di molte aziende agricole e la competitività della stessa filiera produttiva, con perdite di produzione delle singole aziende stimabili dal 40% al 100%”.
La cimice asiatica è lo stesso insetto che, prima delle pere, ha attaccato altre produzioni fruttifere: pesche, nettarine, susine e ciliegie e mele. “Molte delle aziende agricole che conferiscono il prodotto alle nostre cooperative – dice ancora Mercuri – hanno danni sul 100% delle loro piante, la situazione è fortemente compromessa e si rischia in molte zone, specie nel ferrarese, di non raccogliere il prodotto”.
Arrivata in Italia nel 2012 grazie all’importazione di alberi da frutta, la cimice asiatica, complice i cambiamenti climatici, si riproduce con un ritmo elevatissimo – una femmina depone fino a 400 uova -, è resistente sia agli antagonisti naturali sia agli antiparassitari più diffusi.
“Questa drammatica crisi, il cui impatto finanziario sulle imprese è notevolissimo – aggiunge il presidente delle cooperative – si sta allargando adesso anche ad altri prodotti (orticoli, soia e grano) e regioni come il Friuli Venezia Giulia e il Piemonte ed è prevedibile che i danni aumentino ulteriormente”.

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