Bolivia: Te Deum ecumenico a Santa Cruz de la Sierra per la festa nazionale. Mons. Gualberti, “garantire democrazia reale e partecipativa”

Un “Te Deum” ecumenico, celebrato nella cattedrale di Santa Cruz de la Sierra, ha caratterizzato ieri a livello ecclesiale le celebrazioni per il 194° anniversario dell’indipendenza della Bolivia. Alla speciale preghiera, indetta in occasione della festa nazionale e nel momento in cui sta per entrare nel vivo la campagna elettorale per le elezioni presidenziali, hanno partecipato, tra gli altri, rappresentanti della Chiesa cattolica, dei copti ortodossi, anglicani, luterani, metodisti, maroniti. Per la Chiesa cattolica hanno partecipato, tra gli altri, l’arcivescovo di Santa Cruz, mons. Sergio Gualberti, e il segretario generale della Conferenza episcopale boliviana (Ceb), mons. Aurelio Pesoa, vescovo ausiliare di La Paz.
Nella sua omelia, mons. Gualberti ha sottolineato che l’anniversario coincide con la campagna elettorale in vista delle prossime elezioni, “nelle quali tutti noi cittadini siamo chiamati ad esercitare il nostro diritto e il nostro dovere di eleggere le autorità chiamate a servire il Paese nei prossimi cinque anni. La campagna elettorale è sempre un processo delicato e importante, che merita un clima di serenità, sicurezza e riflessione, perché si sviluppi in modo pacifico e democratico”.
Secondo l’arcivescovo, “perché gli elettori possano eleggere in modo cosciente e libero i futuri governanti, c’è bisogno di una comunicazione esaustiva e obiettiva delle diverse proposte di governo, lasciando da parte le vecchie pratiche delle notizie false, delle bugie e delle mezze verità, delle promesse irrealizzabili e, ancora di più, delle elargizioni che portano gli elettori a compiere un percorso sbagliato e interessato”.
È questo il momento di “un progetto di rinnovamento democratico”, fondato sull’uguaglianza sociale e politica. Il “sogno comune per il nostro Paese – ha ammonito mons. Gualberti – è garantire una democrazia reale e partecipativa” e proprio oggi è “più che mai necessario riaffermare la nostra adesione alla democrazia, perché nel mondo si stanno perdendo spazi democratici e si incrementano sistemi populisti, nazionalisti o sovranisti e sempre più il potere politico si rende difensore irrazionale di interessi particolari”.

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