Diocesi: Assisi, 9 nuovi giardinieri professionisti grazie alla Caritas

È giunto quasi al termine il corso di formazione per manutentore del verde ai sensi dell’art.12, comma 2 della normativa della Regione Umbria, che rilascia l’abilitazione riconosciuta a livello nazionale e obbligatoria se si vuole fare professionalmente questo mestiere. Tutto è nato dalla fruttuosa collaborazione tra la diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino (Caritas, Pastorale sociale e del lavoro, Progetto Policoro), l’ente accreditato di formazione Ecipa Umbria, il contributo didattico delle agronome Carla Schiaffelli e Beatrice Marucci e l’ospitalità dell’Istituto Serafico di Assisi che ha messo gratuitamente a disposizione aula e parco. Sicurezza sul lavoro, impianti di irrigazione, potatura, elementi di fitosanitaria e botanica, progettazione di spazi verdi sono solo alcuni dei numerosi aspetti trattati nelle 150 ore ormai trascorse dall’inizio del corso.
I nove partecipanti, 8 uomini e una donna dai 30 ai 35 anni, alcuni dei quali hanno già esperienza nel verde, mentre altri sono alle prime armi, presi in carico in seguito a regolare candidatura al relativo bando, hanno avuto modo fare esercitazioni pratiche anche in luoghi importanti del territorio per toccare con mano i concetti trattati nelle ore di lezione frontale. Circa 30 ore prima della fine del corso con un bilancio senz’altro positivo. “La speranza riconquistata dai partecipanti, le relazioni genuine nate tra gli studenti e i docenti, la curiosità e la voglia di fare che sono emerse – spiega Selene Degli Esposti del Progetto Policoro – ci permettono di dire che la disoccupazione o le situazioni di fragilità necessitano approcci più generativi del semplice sussidio economico. C’è bisogno di misure che permettano di riscoprire talenti, motivazioni profonde e il proprio progetto di vita a partire dalla coltivazione di competenze specifiche spendibili nel lungo periodo e che rispondano alle reali richieste occupazionali locali. Durante la sua visita ai partecipanti, il vescovo, mons. Domenico Sorrentino, ha ricordato loro quanto sia importante prendersi cura della madre terra attraverso il lavoro. Noi ci apprestiamo a concludere il corso, impegnandoci a nostra volta a prenderci cura dei partecipanti anche dopo il termine del corso”.

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