Tav: dopo ok del Senato, sale la tensione nel fronte contro l’opera. Sindacati e trasportatori chiedono di accelerare

Pronti alla mobilitazione anche dopo il via libera da parte del Senato al completamento dell’opera. Il “sì” parlamentare alla Tav Torino-Lione ha fatto salire notevolmente la tensione fra gli oppositori alla linea, che se la sono presa nuovamente con il M5S ma anche con le istituzioni. Al contrario, le organizzazioni dei lavoratori, soprattutto quelli edili, e dei trasportatori plaudono alle decisioni parlamentari.
“Continuiamo da noi”: è stato il messaggio apparso su uno dei siti ufficiali del Movimento No Tav in risposta alle decisioni del Senato. La nota diffusa prosegue spiegando che il movimento riparte “da un cantiere di fatto fermo da oltre 400 giorni grazie alla nostra opera costante di presidio e iniziativa, da dei lavori di allargamento che sfidiamo Salvini a far partire, così da poter toccare con mano cosa significa cantierizzare un territorio ostile”.
Una posizione opposta a quella delle organizzazioni sindacali. “Chi si è opposto alla Tav è stato capace di fermare tutto e tutti per un anno intero con un consistente danno economico per la valle e per il Paese. Adesso spero si possa ricominciare a lavorare davvero parlando di accordi per il lavoro e la sicurezza”, ha dichiarato Gerri Castelli, segretario generale Filca Cisl Torino e Canavese. Enzo Pompilio, presidente della Fai (Federazione autotrasportatori italiani, associazione provinciale di Torino), ha commentato: “Questo è un ottimo risultato. Adesso l’opera va fatta velocemente, risparmiando dove possibile, ma mantenendo il nostro territorio al centro del progetto, anche attraverso la ricomposizione dell’Osservatorio e di un commissario di Governo che gestisca questa delicata fase”.

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