63° tragedia Marcinelle: Moavero Milanesi, “nuova mobilità transfrontaliera è purtroppo superata dagli odierni grandi flussi migratori”

“Come altri europei, siamo stati, fino ai primi anni Sessanta del Novecento una nazione di emigrazione strutturale nel mondo”. Lo ricorda il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Enzo Moavero Milanesi, nel messaggio in occasione della Giornata nazionale del sacrificio del lavoro italiano nel mondo che viene celebrata l’8 agosto in ricordo della tragedia avvenuta nel 1956 nella miniera di Bois du Cazier, a Marcinelle, in Belgio, dove morirono 262 minatori, 136 dei quali italiani.
“Un flusso immane dall’Italia – osserva il ministro – che, seppure con numeri ben più contenuti, prosegue tuttora, ma con tratti diversi. Da un lato, riguarda abbastanza spesso persone qualificate, al punto che si parla di ‘fuga dei cervelli’”; d’altro lato, “oggi, all’interno dell’Ue, vige il diritto alla libera circolazione e la libertà di risiedere in qualsiasi Stato membro; la stessa cittadinanza Uw, che si affianca a quella nazionale, ci fa sentire meno stranieri, laddove un tempo eravamo tali, e il diritto Ue ci protegge da ogni tipo di discriminazione”. “Il mondo attuale è globalizzato e digitale, in continua evoluzione tecnologica, accorcia le distanze fisiche e psicologiche, ci tiene perennemente interconnessi, elimina o assottiglia le barriere, aumenta le opportunità di viaggiare, cercare e trovare un impiego non troppo lontano da casa come su scala pressoché planetaria”, nota Moavero, sottolineando come “questa ‘nuova mobilità’ transfrontaliera è purtroppo superata di molto, per numero e drammaticità, dagli odierni grandi flussi migratori, buona parte dei quali in direzione dell’Europa”. “La storia e le cronache – aggiunge il ministro – ci insegnano che è sempre difficile sapersi inserire, a pieno titolo, in tessuti sociali diversi da quello nazionale di appartenenza, fra non poche ostilità e frequenti prove da superare. Tuttavia, gli italiani emigrati e i loro discendenti hanno dimostrato una straordinaria capacità al riguardo”. Si tratta di “donne e uomini di cui siamo fieri, che hanno avuto e hanno il merito di arricchire le società in cui si sono inseriti con la loro attività, intellettuale e manuale”. “Le nostre comunità all’estero – evidenzia Moavero – hanno sempre offerto un contributo fondamentale alla crescita del Paese di accoglienza e giocano un ruolo cruciale nella conoscenza dell’Italia, della sua cultura e della sua identità in tutto il mondo. Bisogna riconoscere, con convinta gratitudine e rispetto, il loro inestimabile operato e soprattutto, mai scordarne i sacrifici”.

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