Hong Kong: cattolici ieri sera in preghiera davanti alla cattedrale. Il vescovo ausiliare Ha invita alla pace e alla ragione

Centinaia di candele accese hanno illuminato ieri sera una veglia di preghiera che si è tenuta davanti alla cattedrale della Immacolata Concezione radunando una folla di circa 1.200 cattolici. “La luce delle candele illumina la verità nelle tenebre” è stato il tema della veglia organizzata dalla Commissione Giustizia e Pace della diocesi di Hong Kong (Hkjp), dalla Federazione degli studenti cattolici di Hong Kong (Hkfcs), dalla Commissione giovanile diocesana e dal gruppo di interesse sociale della parrocchia di San Benedetto. Dalle 19 alle 21, la folla si è prima radunata davanti alla cattedrale e poi ha marciato attraverso il quartiere centrale degli affari fino alla Corte di appello di Hong Kong, cantando inni e tenendo in mano candele elettroniche. Nell’invito, la Commissione Giustizia e Pace scrive: “Dopo le manifestazioni anti-cinesi, la società di Hong Kong è rimasta bloccata e molti conflitti violenti sono scoppiati e non si è ancora riusciti a identificare i responsabili. In questa notte buia e profonda, preghiamo per Hong Kong, la nostra casa comune, e affidiamo ogni frustrazione, dolore e sfinimento al Padre amorevole”. La Commissione Giustizia e Pace chiede “il completo ritiro del controverso emendamento alla legge sull’estradizione; l’istituzione di un comitato investigativo indipendente in grado di indagare sul conflitto tra manifestanti e polizia; la ripresa delle riforme politiche”.

Alla veglia, ha partecipato anche Il vescovo ausiliare di Hong Kong, mons. Joseph Ha Chi-shing che ha invitato la folla e i manifestanti a usare metodi pacifici e la ragione. “Negli ultimi due mesi, abbiamo davvero sperimentato il limite dell’umanità e dobbiamo pregare”, riporta il sito cattolico di informazione religiosa dell’area asiatica, Ucanews. “La violenza creerà solo più violenza. L’odio produrrà solo più odio. L’ingiustizia non raggiungerà mai la giustizia. La storia dimostra che solo la pace e la ragione possono stabilire una pace a lungo termine”. Ma ad Hong Kong la situazione si fa di giorno in giorno sempre più calda. Di fronte agli scontri tra polizia e manifestanti, il vescovo chiede una pausa: “Possiamo fermarci un po’ e darci reciprocamente un periodo di recupero per pensare a cosa fare dopo”.
Intanto, però, le proteste continuano. Oggi, centinaia di persone si sono ritrovate all’aeroporto di Hong Kong per la prima di una serie di manifestazioni non autorizzate. I manifestanti si sono presentati vestiti di nero e con cartelli per chiedere più libertà e democrazia e per criticare la polizia e il governo locale guidato da Carrie Lam. Secondo i piani degli organizzatori della protesta, gli attivisti dovrebbero rimanere in aeroporto per tutto il weekend. Finora non ci sono stati scontri tra polizia e manifestanti – a differenza di quanto era successo in altre manifestazioni nelle ultime settimane – e non ci sono stati altri disagi.

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