Papa Francesco: a La Stampa, “il sovranismo fa paura: porta alle guerre”. Non confondere “populismo” con “popolarismo”

foto SIR/Marco Calvarese

“Ciascuno di noi” è ovviamente importante, non è secondario e ogni dialogo deve “partire dalla propria identità”. Lo ha detto Papa Francesco nell’intervista concessa a Domenico Agasso, vaticanista del quotidiano “La Stampa” e coordinatore di “Vatican Insider” e rilanciata da Vatican news. Il Pontefice fa un esempio: “Io non posso fare ecumenismo se non partendo dal mio essere cattolico; e l’altro che fa ecumenismo con me deve farlo da protestante, ortodosso… La propria identità non si negozia, si integra. Il problema delle esagerazioni è che si chiude la propria identità, non ci si apre. L’identità è una ricchezza – culturale, nazionale, storica, artistica – e ogni Paese ha la propria, ma va integrata col dialogo. Questo è decisivo: dalla propria identità aprirsi al dialogo per ricevere dalle identità degli altri qualcosa di più grande”.
In questo senso, il Papa si dice preoccupato del sovranismo: “È un atteggiamento di isolamento. Sono preoccupato perché si sentono discorsi che assomigliano a quelli di Hitler nel 1934. ‘Prima noi. Noi… noi…’: sono pensieri che fanno paura. Il sovranismo è chiusura. Un Paese deve essere sovrano, ma non chiuso. La sovranità va difesa, ma vanno protetti e promossi anche i rapporti con gli altri Paesi, con la Comunità europea. Il sovranismo è un’esagerazione che finisce male sempre: porta alle guerre”. Il populismo, poi, è un modo di imporre un atteggiamento che conduce ai sovranismi e non va invece confuso con il “popolarismo” che è cultura del popolo e la possibilità che questo si esprima.

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