Prevenzione suicidio: Petra (Telefono Amico), “impedire il crescere del pericolo fin da subito, senza arrivare all’’ambulanza che suona’”

“Il suicidio non è esclusivamente una questione di salute mentale, ma è legato al benessere complessivo ed emozionale della persona. Questo è il nostro campo di intervento, cioè affrontare le situazioni di disagio, di malessere, di isolamento, di emarginazione che vengono prima della scelta definitiva del suicidio. Vivere da soli non è gratificante. È bello poter fare pezzi di strada con qualcun altro, raccontandosi e sapendo che l’altro ha un interesse per quello che stiamo dicendo”. Lo dice Monica Petra, presidente di Telefono Amico Italia, in un’intervista al Sir, in occasione della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, che ricorre oggi, 10 settembre. L’organizzazione di volontariato da oltre 50 anni si prende cura, al telefono, al numero unico 199.284.284, e via mail, attraverso il servizio MailAmica, di chi ha bisogno di aiuto, garantendo il totale anonimato. Per la Giornata di oggi promuove una street action: “Ad ogni ostacolo Telefono Amico sempre in linea”. “L’iniziativa – spiega Petra – prevede l’installazione in diverse città italiane di strisce adesive catarifrangenti che indicano il pericolo, di simboli del sostegno offerto da Telefono Amico e di informazioni per poter accedere al servizio. In ciascuna delle città aderenti dalle 18 alle 19 sarà anche possibile parlare con i volontari di Telefono Amico Italia.
L’hastag è #adogniostacolo per indicare che non bisogna far crescere un sentimento di difficoltà, ma è possibile individuarlo all’origine, per impedire il crescere del pericolo fin da subito, senza arrivare all’’ambulanza che suona’”.
Tra le fasce più a rischio, racconta, “noi abbiamo maggiori segnalazioni telefoniche dalle donne (65%), tra i 36 e i 55 anni (46%)”. Telefono Amico Italia riceve chiamate soprattutto dal Nord Ovest, seguito da Centro, Sud e Nord Est. “In media riceviamo circa 2.500 segnalazioni relative al suicidio: non significa che sono 2.500 persone che tentano il suicidio, ma che hanno pensieri suicidari – conclude -. Il nostro obiettivo è di esserci prima che quel pensiero si trasformi in un’azione”.

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