Diocesi: mons. Fumagalli (Viterbo), “il discernimento sinodale nella Chiesa parte dall’ascolto del territorio e delle sue povertà”

La sinodalità come “caratteristica fondamentale della Chiesa” e il discernimento come “stile concreto per vivere la sinodalità” sono al centro delle indicazioni pastorali di mons. Lino Fumagalli, vescovo di Viterbo, per il 2019-2020. Il testo, presentato in occasione dell’assemblea diocesana, consta di due parti, che danno l’input a percorsi per creare una “mentalità e una cultura della compartecipazione”. Se il Concilio Vaticano II pone le basi per una Chiesa sinodale, ogni battezzato è “corresponsabile di tutto il cammino della Chiesa. È una conversione a cui tutti siamo chiamati: è il processo da iniziare nelle nostre comunità”. L’ecclesiologia di comunione coinvolge allora consiglio presbiterale, consiglio pastorale, assemblee e parrocchie, che devono rifuggire le “tentazioni dell’autoreferenzialità e del clericalismo”, chiede mons. Fumagalli. Nel cammino per un “discernimento pastorale che coinvolga l’intero popolo di Dio”, il vescovo di Viterbo si impegna a “incontrare tutti i consigli pastorali parrocchiali durante quest’anno” e ad “‘abitare con il cuore’ il nostro territorio, le nostre comunità”; inoltre, chiede a tutta la comunità diocesana di soffermarsi “ad ascoltare con cuore contemplativo, con il cuore stesso di Cristo, la nostra gente, i nostri fratelli”. L’impegno per gli ultimi deve partire dall’ascolto dei problemi economici e delle povertà di senso, con la proposta di “potenziare i centri di ascolto”, lavorando in sinergia con istituzioni e associazioni di volontariato, perché “nessuno si senta solo o abbandonato”, conclude il presule.

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