Nicaragua: vescovi, “possibile una nuova cultura carica di speranza”. “Rompere la spirale della violenza e cercare la pace nei nostri cuori”

Lavorare per il bene del Nicaragua, promuovendone le istituzioni democratiche e rispondendo alle reali necessità del Paese “è possibile”. Lo scrive la Conferenza episcopale del Nicaragua (Cen) nel lungo messaggio diffuso in occasione della Festa nazionale e al termine della Settimana per la pace. “Come pastori – si legge nel testo – abbiamo la certezza che in Nicaragua lo possiamo fare. In quest’ottica, incoraggiamo i giovani a continuare dare il loro apporto alla nazione, con il loro studio e formazione, con le loro energie e desideri di giustizia e libertà, con tutti i mezzi non violenti a loro disposizione”. E’ possibile, dunque, “una nuova cultura carica di speranza”. Credendo “alla missione che abbiamo di costruire insieme un Paese con un’autentica pace e democrazia”. La Cen invita a costruire la pace a partire dal perdono, rispetto al quale tutti sono chiamati in causa, fin dalle scelte e dai rapporti personali: “Se vogliamo la pace sociale, cerchiamo prima la pace nei nostri cuori. Bisogna rompere la spirale della violenza. Sono molti i popoli che hanno trionfato con la rivoluzione pacifica”. Il messaggio invita ad avere come base di partenza il brano evangelico delle Beatitudini e “a sognare” un Paese nel quale “riscopriamo la gratuità delle nostre relazioni personali e istituzionali”, nel quale “ci riconosciamo come fratelli, come sorelle, più fraterni con i deboli, i vulnerabili von coloro che dono diversi da noi”. In definitiva, “sogniamo un Paese riconciliato! Sogniamo un Paese che spera!”. Il messaggio si conclude con l’invito a dare seguito in famiglia alla preghiera per la pace e per il Paese, attraverso la recita del rosario.

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