Scuola: mons. Santoro (Taranto), “per la formazione dei nostri ragazzi ci vuole gioco di squadra”. Oggi riaperti i plessi del quartiere Tamburi

“Quando comincia un nuovo anno è come se stesse cominciando una partita. Si entra in campo con il desiderio di vincere e di far bene e tutto dipende dal primo calcio che si dà al pallone. Se uno entra in campo con il cuore libero, aperto e disponibile a crescere, e questo riguarda non solo i ragazzi ma anche le loro famiglie, allora si può trascorrere un buon anno scolastico. E poi, mi rivolgo agli adulti, sempre parlando con una metafora sportiva: per la formazione scolastica ed umana dei nostri ragazzi ci vuole gioco di squadra, fatto da mamme, papà e dai docenti”. Lo ha detto l’arcivescovo della diocesi di Taranto, mons.Filippo Santoro, ai ragazzi delle scuole della comunità ionica. Poi si è anche lasciato andare ad un ricordo personale. “Mi dicono che ero un bambino buono, ma ne combinavo anche io di marachelle da piccolo. Però una cosa mi piaceva tanto: imparare. Ero curioso, mi facevo tante domande, mi piaceva stare insieme ai compagni di classe. Ricordo gli anni delle elementari con un po’ di nostalgia”, ha confidato mons. Santoro. Oggi a Taranto è suonata nuovamente la campanella anche nelle scuole del quartiere Tamburi chiuse da diversi mesi per ordinanza del sindaco, Rinaldo Melucci. Una decisione scaturita dalla vicinanza dei plessi a delle collinette, nate negli anni ’70 per essere barriera naturale tra quartiere ed allora Italsider. Nove ettari di terreno sequestrati dalla Procura perché sarebbero ricettacolo di rifiuti industriali e diossine. Durante l’estate, con la supervisione della Prefettura e della stessa Procura, il versante Sud, quello più vicino alle scuole, è stato coperto con un telo in fibra di cocco che non permetterebbe lo spolverio. Oggi dunque, dopo l’ok di Arpa e Asl, con ordinanza comunale ritirata, settecento studenti sono tornati nella loro scuola di origine.

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