Politica: Macron in visita a Roma. Darnis (Univ. Nizza), “occasione per confermare il re-inserimento dell’Italia nel gioco europeo”

“La visita di Macron fornisce un’occasione per confermare il re-inserimento dell’Italia nel gioco europeo, su tutta una serie di dossier, partendo dall’immigrazione fino all’industria, passando per le politiche economiche, dove le convergenze potenziali esistono da tempo”: lo afferma Jean-Pierre Darnis, docente all’Università di Nizza, in un articolo su https://www.affarinternazionali.it dal titolo “Italia-Francia: Macron da Conte, si prova a voltare pagina”. “La visita di Emmanuel Macron a Roma mercoledì 18 settembre, per incontrare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il capo del governo Giuseppe Conte, segna un disgelo delle relazioni tra Francia e Italia”. L’ultima visita di Macron a Roma risale al gennaio 2018, quando era ancora in carica il governo Gentiloni. “Durante il primo governo Conte, i rapporti tra Francia e Italia si sono estremamente rarefatti, con l’eccezione della relazione con Mattarella, attento a mantenere un canale aperto con Parigi e presente ad Amboise nel maggio scorso per le celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci. Dal canto suo, Emmanuel Macron – osserva il politologo – aveva concesso a marzo un’intervista a Fabio Fazio per la trasmissione ‘Che tempo che fa’, in un tentativo di mostrare attenzione verso l’Italia e gli italiani senza coinvolgere il governo”.
Il “gelo” era calato durante il primo governo Conte, soprattutto in relazione ai difficili rapporti tra Macron e i due vicepremier Di Maio e Salvini. “La svolta politica che ha condotto al governo Conte bis e al cambio di maggioranza sembra avere portato a un cambiamento radicale dell’atteggiamento italiano in materia di politica europea, prolungando la logica politica del voto del M5S a favore della presidenza von ver Leyen per la Commissione europea, cui la Lega si era opposta”. Inoltre “il programma del governo Conte bis nonché le dichiarazioni programmatiche del nuovo capo del governo italiano insistono sul riferimento europeo, segnando con forza il ritorno del governo italiano a un europeismo istituzionale e alla volontà di giocare un ruolo sui vari tavoli europei senza proclami di rottura che, di fatto, isolavano l’Italia”.

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