Suicidio assistito: Cantelmi (Tavolo associazioni), “da politica consenso trasversale su avvio iter legislativo”

Mancano sette giorni all’udienza pubblica della Corte costituzionale sul suicidio assistito, in programma il prossimo 24 settembre. Lo scorso 11 settembre l’appello del cardinale presidente della Cei Gualtiero Bassetti e delle associazioni convocate a Roma; oggi le due mozioni in Senato per chiedere una discussione urgente e il rinvio dell’udienza della Consulta che concederebbe un “tempo supplementare” al Parlamento per avviare il dibattito. Oggi a Palazzo Madama anche la riunione della conferenza dei capigruppo. In un’intervista al Sir, Tonino Cantelmi, presidente degli psichiatri cattolici, una delle associazioni promotrici dell’incontro di mercoledì scorso, racconta di avere trovato “attenzione e consenso trasversale tra le forze politiche” e si dice “fiducioso che prevalga la ragionevolezza”. La “via più percorribile” indicata dal card. Bassetti e rilanciata dalle associazioni, quella di prevedere, oltre al rafforzamento delle cure palliative, una rimodulazione delle sanzioni previste per l’aiuto al suicido, “ossia un’attenuante in alcune circostanze, non intende legalizzare e/o depenalizzare in alcun modo questo atto che mantiene tutta la sua gravità – chiarisce Cantelmi – ma costituisce una graduazione in senso ‘umano’ dell’art. 580 del Codice penale adattandolo a queste nuove, e allora imprevedibili, evenienze. Significa sanzionare l’aiuto al suicidio in modo diverso, secondo la sensibilità dei nostri tempi”. Del resto, chiosa, “di fronte al rischio di depenalizzazione, questo è il miglior compromesso possibile”.

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