Sinodo per l’Amazzonia: padre Bossi (comboniano), “avrà un impatto forte”. A Roma una “tenda” con eventi paralleli

padre Dario Bossi

“È vero che alcuni governi in America Latina si chiudono nel nazionalismo e l’isolamento è molto pericoloso. Ma l’emergenza climatica non permette barriere nazionali. È importante affrontarla con una alleanza internazionale. Il potenziale del Sinodo e della Chiesa nel farsi voce delle popolazioni locali e di proposte alternative è forte” . Così padre Dario Bossi, provinciale dei comboniani, che vive da dodici anni in Brasile, commenta al Sir il possibile impatto a livello politico, riguardo ai cambiamenti climatici e alla depredazione della natura, del Sinodo per l’Amazzonia, che si svolgerà a Roma dal 6 al 27 ottobre. L’aspettativa dei movimenti popolari brasiliani è chiara: “Che la Chiesa sia al loro fianco in questo cammino di rivendicazione e denuncia. Questo dà una forza maggiore e una migliore interlocuzione con le istituzioni, più credibilità e visibilità”. Il comboniano ricorda che il Sinodo è già iniziato da tempo “ed è riuscito a coinvolgere veramente la base”:  in 7 mesi sono state realizzate 260 assemblee, contattate 86.000 persone, ascoltate 172 etnie indigene (chiamate “nazioni”) su 340 (il 44%). I loro contributi hanno costituito la base del documento preparatorio, l’Instrumentum laboris, nel quale le comunità si sono riconosciute. Ad ottobre, tra i 250 padri sinodali, soprattutto vescovi scelti da diverse regioni del mondo, saranno presenti anche alcuni rappresentanti dei popoli indigeni. Le questioni più dibattute riguarderanno “il diritto all’Eucarestia”, ossia la possibilità che laici e laiche, anche sposati, portino l’Eucarestia nei luoghi più isolati, dove le celebrazioni della messa presiedute da sacerdoti sono un lusso. La maggior parte dei vescovi sono infatti alla guida di diocesi con territori vastissimi, difficili da raggiungere. “Sarebbe un passo importante per la dimensione quotidiana della vita delle comunità – sottolinea padre Bossi -. Non possiamo sacrificare la vita della Chiesa. Non è una proposta che nega il valore del celibato, che continua ad essere un dono in funzione della missione. Ma include la possibilità di altre figure ministeriali”. A Roma dal 4 al 27 ottobre si svolgerà anche un evento parallelo intitolato “Amazzonia, casa comune”. Organizzato da numerose realtà cattoliche, sarà allestito nella chiesa S. Maria in Traspontina: una tenda, uno spazio di incontro e preghiera dove ascoltare le storie dei protagonisti e vivere la spiritualità amazzonica. Ci saranno dibattiti, testimonianze, mostre fotografiche, film.

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