Festa San Gennaro: card. Sepe, contro camorra “riempire i banchi vuoti e colmare i ‘vuoti sociali'”

“Come salvare i nostri giovani? Come convincerli a non lasciare Napoli e il Sud come hanno fatto quei circa 70mila giovani emigrati nel 2017? Quale futuro per loro e per la comunità?”: sono gli interrogativi posti oggi dal cardinale arcivescovo di Napoli, Crescenzio Sepe, in occasione della messa per il patrono, San Gennaro. “Di fronte a noi, più che mai, vi è il dovere di prendere atto che ogni misura non adottata per contrastare il male si trasforma in una misura in suo favore, in un ‘lasciapassare’ che rende complice e colpevole chiunque abbassi la guardia per incapacità, o ignavia, o anche per semplice miopia se non per irresponsabilità”, ha denunciato il porporato, che ha ricordato come “il lavoro negato, l’istruzione mancata, i servizi sociali inadeguati e il diritto alla salute insoddisfatto significhino dar via libera a tutto ciò che alimenta le organizzazioni criminali ed è contro la persona e il futuro di questa città”. Non a caso, ha aggiunto, “proprio i più giovani vengono a trovarsi sotto tiro. È da qui che prende avvio quello che, negli obiettivi del malaffare e di ogni tipo di camorra, vecchia e nuova, è l’attacco mirato e continuato su Napoli”.
Così “ogni banco vuoto – che segnala il tristissimo fenomeno dell’evasione scolastica – lascia pensare a quei bambini avviati a delinquere, alle baby-gang che si trovano a prendere ‘lezioni’ dalla strada sui ‘modelli’ che regolano le gerarchie del crimine. Ormai sappiamo bene come funziona questo meccanismo tanto possibile quanto crudele”.
Di fronte a ciò, “non basta più lo sdegno. Occorre mettere mano, con coraggio, a ciò che può portare a una reale e concreta inversione di tendenza. Occorre poter pensare di riempire di nuovo, uno a uno, quei banchi vuoti dell’evasione e fare in modo che anche i ‘vuoti sociali’ possano essere colmati da un cambiamento morale e sostanziale che sia espressione di una comunità rinnovata e sana”. Per l’arcivescovo, “è necessario creare luoghi di aggregazione o potenziare quelli già esistenti; favorire sviluppo e occupazione; agevolare e sostenere le iniziative lavorative e professionali; in altre parole, promuovere e accompagnare ogni presenza positiva e virtuosa sul territorio, fino ad occuparlo per togliere spazio e respiro a chi intende utilizzarlo per altri fini”.
“Non è un compito semplice, ma neppure si parte da zero, perché la rete di solidarietà che Napoli, nonostante tutto, ha steso a sua difesa è già vasta. In tutti noi la speranza è tanta e quella che si rende ulteriormente necessaria ci viene dalla nostra fede”, ha affermato il porporato, che ha concluso: “Il sangue sciolto di San Gennaro è segno di vita, di speranza, di futuro”.

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