Governo Conte: p. Occhetta, “riportare in politica equilibrio e moderazione. Chiesa può contribuire a rilanciare dialogo sociale e collaborazione corpi intermedi”

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nel suo discorso in Parlamento il 9 settembre, “ha chiesto a tutti l’impegno di ripartire dal dialogo sociale, dalla sobrietà nelle parole e dall’operosità nell’azione per riportare al centro delle politiche equilibrio e moderazione. È su questi tre fronti che la Chiesa può contribuire, attraverso la competenza dei laici e una nuova stagione di formazione, a rilanciare il dialogo sociale e la collaborazione dei corpi intermedi per placare ciò che Moro definiva il pericoloso ‘tintinnio di sciabole'”. Con questa riflessione p. Francesco Occhetta conclude la sua analisi sul nuovo governo. Nell’ultimo numero de La Civiltà Cattolica in uscita sabato prossimo, 21 settembre, Occhetta ripercorre le tappe della crisi del governo giallo-verde e analizza la nuova coalizione M5S-Pd-Liberi e uguali. “L’alleanza politica – osserva – appare dettata da una sorta di conventio ad excludendum verso la Lega di Salvini e dalla volontà di al­lontanare quei pericoli per una democrazia da cui metteva in guar­dia Aristotele: la tirannide dell’uomo solo al comando; l’oligarchia dei pochi ricchi; la politeia in cui decide la massa indistinta”. “Ambiziose”, secondo il gesuita, le “promesse elencate nei 26 punti dell’accordo di governo” chiamato a “superare il guado dell’autunno e a ricomporre le tensioni interne ai partiti della coalizione e al mondo politico, che devono interpretare le sfide del tempo”. Diversi gli interrogativi sollevati da Occhetta: riusciranno a conciliarsi le dinamiche politiche di un partito come il Pd con quelle di un movimento come il M5S, in cui convivono insieme esponenti della destra sociale e della sinistra storica? Come si riorganizzerà il centro-destra demo­cratico e liberale di cui il Paese ha bisogno? È davvero finito – come teorizza Putin – lo Stato moderno con la tripartizione dei poteri? Hanno ancora senso la democrazia rappresentativa e il patto costituzionale? Infine, a quale alleanza geopolitica aderirà il Paese?.

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