Diocesi: Viterbo, “nessun pericolo da giustificare la chiusura del duomo”

“Nella cattedrale alcune di queste crepe sono state provocate dai recenti sismi che hanno avuto per epicentro le cittadine di Amatrice e Norcia e a motivo di ciò l’edificio è sotto il monitoraggio sia dell’Ufficio tecnico della Curia vescovile sia della Soprintendenza archeologica, Belle arti e Paesaggio per l’area Metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, ma al momento non risultano evidenti situazioni di pericolo tali da giustificare la chiusura dell’edificio”. Lo scrive in una nota l’Ufficio edilizia di culto e beni culturali della diocesi di Viterbo, in relazione a notizie di stampa che riferiscono dell’ipotetica presenza di “crepe sui muri e parti pericolanti nel duomo di Viterbo”. Per quanto riguarda le quattro “fiaccole” in peperino che si trovano sulla facciata ricostruita nel 1570, la diocesi riconosce che “quella in basso sulla destra della facciata appare con asse verticale deviato ma questa posizione è tale da oltre sessanta anni”. “Per fugare ogni ulteriore dubbio le fiaccole sono state verificate direttamente in occasione della periodica revisione del manto di copertura che avviene ordinariamente ogni due/tre anni”. Problemi considerati “ben più complessi” coinvolgono il loggiato del Palazzo Papale, che “presenta uno stato di conservazione molto compromesso e per la valutazione del quale sono state da tempo avviate indagini approfondite che dovrebbero concludersi a breve”. Dai primi esisti annunciati dalla diocesi “appare una grave compromissione degli elementi lapidei che si stanno sfaldando e quindi la necessità di intervenire nei termini che emergeranno dalle indagini in corso”.

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