Brasile: i vescovi contro l’indebolimento della partecipazione nei “consigli di parità”. “Il Governo non può agire da solo”

“Il Governo non può agire da solo. La società civile deve partecipare. Le strutture di partecipazione sociale, che svolgono un ruolo fondamentale per la nostra nazione, non possono essere smantellate”. È quanto si legge nella nota della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb) firmata dalla presidenza dell’organismo, a partire dal presidente, dom Walmor Oliveira de Azevedo, arcivescovo di Belo Horizonte. Il testo si riferisce all’indebolimento della partecipazione della società civile brasiliana ai cosiddetti “consigli di parità”, visti come “spazi legittimi per la partecipazione e il controllo sociale delle politiche pubbliche”. Nel documento, la presidenza della Cnbb afferma che “le grida delle persone, i loro bisogni e la loro sensibilità sociale provengono proprio da questa partecipazione e incidono sulla formulazione di politiche pubbliche”. La recente pubblicazione del decreto 10.003/19, che modifica le procedure relative al Consiglio nazionale per i diritti dei bambini e degli adolescenti (Conanda), rende esplicito questo modus operandi. “Il decreto esclude bruscamente i consiglieri della società civile, legittimamente eletti durante il loro mandato attuale. Inoltre, ha violato il principio della democrazia partecipativa, derivato dalla Costituzione federale, dimostrando una visione sbagliata di tale questione”. I vescovi del Brasile “esortano tutti i consiglieri, collegati ai vari organi governativi del nostro Paese, a mantenere la speranza”. Di qui l’attesa della “revisione del decreto 10.003/19, nonché un cambio si atteggiamento nei confronti dei consigli di parità”.

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