Povertà: card. Betori (Firenze), “è un fenomeno sempre più complesso. Servono iniziative non solo nell’ambito ecclesiale ma anche pubblico”

“Troppo spesso l’azione caritativa nella Chiesa viene percepita solo nella sua dimensione di presa in carico di singole situazioni di povertà. Si dimentica invece che la carità prima ancora che un agire solidale, è un modo di intendere la vita e la storia, ovvero è una cultura”. Così si è espresso il card. Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, aprendo la presentazione del Rapporto diocesano sulle povertà 2019 “Semi di carità”, a cura dell’Osservatorio delle povertà e delle risorse della Caritas di Firenze.
“Il lavoro dell’Osservatorio – ha proseguito Betori – si rivolge a tutta la comunità cristiana ma anche all’opinione pubblica e alle istituzioni civili: le informazioni di cui dispone possono offrire significativi elementi di riflessione sia per accompagnare sia per promuovere iniziative non solo nell’ambito ecclesiale ma anche istituzionale e pubblico”. “Accanto ai dati che raccontano quanti sono i poveri incontrati dalla Caritas di Firenze negli ultimi 10 anni, ci sono due aspetti che ci aiutano a spiegare come oggi il fenomeno della povertà sia sempre più articolato e complesso”.
“Il primo – ha sottolineato Betori – è la povertà alimentare. Persone che chiedono pane quotidiano, ma che spesso nascondono la solitudine. L’altro è la povertà educativa. Fenomeno che riguarda gli adulti ma soprattutto i giovani, e che è profondamente collegato alla povertà economica”. “La collaborazione con l’Istituto degli Innocenti – ha concluso – è legata proprio a quest’ultimo aspetto: prendersi cura di coloro che sono più piccoli e fragili. Può essere il modo per prevenire povertà future”.

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