Giornata migrante e rifugiato: Valente (Caritas Bolzano-Bressanone), “accogliere con dignità chi non è dei nostri”

“Accogliere con dignità chi, usando un linguaggio in voga, ‘non è dei nostri’”. Alla vigilia della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato, a ricordare il dovere evangelico dell’accoglienza è il direttore della Caritas di Bolzano-Bressanone, Paolo Valente. In una nota stampa, Valente sottolinea che “per i cristiani non ci sono ‘i nostri’ e ‘gli altri’, ciò che conta è solo la persona umana. Non c’è un ‘prima noi’, ma il ‘prima gli ultimi’”. “Accogliere – prosegue – è anche un dovere costituzionale. Significa dare il proprio contributo a ‘rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti’”. Quello dell’accoglienza è un compito “in primo luogo delle pubbliche istituzioni, che, assieme e a nome di ogni cittadino, perseguono il bene comune – aggiunge Valente –. Noi tutti paghiamo le tasse affinché le nostre città, i quartieri, i paesi siano accoglienti (prima ancora che ‘sicuri’). Affinché ognuno, soprattutto chi è più debole, veda rispettati i propri diritti e la propria dignità”. Secondo Valente sul dibattito attorno all’accoglienza dei richiedenti asilo pesa l’attenzione per le prossime elezioni. “La tentazione – spiega –, lo abbiamo visto fin troppo bene in questi ultimi anni, in tutto il mondo, è questa: non ci sforziamo più di rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l’uguaglianza delle persone, ma cerchiamo di rimuovere le persone che, con la loro presenza, con il loro modo di essere, col loro colore, vengono considerate un ostacolo al consenso elettorale. Viviamo al tempo dei populismi. Ma le soluzioni facili portano in vicoli ciechi. Chiediamo, in questa Giornata, che la vita dei migranti non venga strumentalizzata per ottenere facili (ma effimeri) consensi. Non si tratta solo di migranti, si tratta anche delle nostre paure, della nostra umanità, si tratta di non escludere nessuno, di mettere gli ultimi al primo posto. Si tratta di tenere in considerazione tutta la persona, tutte le persone. Si tratta di costruire insieme la città e dell’uomo”.

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