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Papa in Mozambico: discorso autorità, “la pace non è solo assenza di guerra”, “nessuno si senta abbandonato”, soprattutto i giovani

“La pace non è solo assenza di guerra, ma l’impegno instancabile – soprattutto di quanti occupano un ufficio di maggiore responsabilità – di riconoscere, garantire e ricostruire concretamente la dignità, spesso dimenticata o ignorata, dei nostri fratelli, perché possano sentirsi protagonisti del destino della propria nazione”. Lo ha ribadito il Papa, che nel suo primo discorso in terra d’Africa, pronunciato a Maputo e rivolto alle autorità, ha attinto a piene mani alla storia travagliata del Mozambico. “Durante tutti questi anni, avete sperimentato che la ricerca della pace duratura – una missione che coinvolge tutti – richiede un lavoro duro, costante e senza sosta, poiché la pace è come un fiore fragile, che cerca di sbocciare tra le pietre della violenza”, le parole di Francesco, che ha chiesto che “si continui ad affermare con determinazione ma senza fanatismo, con coraggio ma senza esaltazione, con tenacia ma in maniera intelligente: no alla violenza che distrugge, sì alla pace e alla riconciliazione”. “Senza uguaglianza di opportunità, le diverse forme di aggressione e di guerra troveranno un terreno fertile che prima o poi provocherà l’esplosione”, il monito sulla scorta dell’Evangelii gaudium: “Quando la società – locale, nazionale o mondiale – abbandona nella periferia una parte di sé, non vi saranno programmi politici, né forze dell’ordine o di intelligence che possano assicurare illimitatamente la tranquillità”. “La pace ha reso possibile lo sviluppo del Mozambico in diversi settori”, ha ricordato il Papa, definendo “promettenti i progressi compiuti nell’istruzione e nella salute”. “Vi incoraggio a portare avanti il lavoro di consolidamento delle strutture e delle istituzioni necessarie per far sì che nessuno si senta abbandonato, in particolare i vostri giovani, che costituiscono gran parte della popolazione”, l’appello: “Essi sono non solo la speranza di questa terra, sono il presente che interpella, ricerca e ha bisogno di trovare strade dignitose che consentano loro di sviluppare tutti i loro talenti; sono un potenziale per seminare e far crescere la tanto desiderata amicizia sociale”.

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