Papa in Mozambico: incontro interreligioso con i giovani, “non lasciate che vi rubino la gioia”. “Non darsi per vinti” e ripetere: “riconciliazione”. Cita il calciatore Eusebio da Silva, la “pantera nera”

“Non lasciate che vi rubino la gioia”. Con queste parole il Papa ha salutato la folla di giovani – cattolici, musulmani, indù – che lo hanno accolto nel Pavillon Maxaquene di Maputo, con una coreografia di canti e danze e una parola d’ordine scandita a più riprese, in portoghese: “riconciliazione”. La risposta, a braccio, di Francesco: “Volete scrivere una nuova pagina della storia? Quando sono entrato, vi ho sentito dire: ‘riconciliazione’. Ripetetelo!”. “Voi, giovani, camminate con due piedi come gli adulti ma, a differenza degli adulti che li tengono paralleli, ne avete sempre uno davanti all’altro, pronti a partire, a scattare”, la fotografia scattata da Francesco in risposta alle domande dei giovani che hanno scandito l’incontro interreligiooso: la gioia di vivere, ha aggiunto, ”è una delle vostre principali caratteristiche e diventa il migliore antidoto per smentire tutti quelli che vogliono dividere, frammentare o contrapporre. Come si sente, in alcune regioni del mondo, la mancanza della vostra gioia di vivere!”. Per il Papa, “bisogna stare attenti a due atteggiamenti che uccidono i sogni e la speranza: la rassegnazione e l’ansia. Sono grandi nemiche della vita, perché di solito cci spingono su un percorso facile ma di sconfitta; e il pedaggio che chiedono per passare è molto caro…Si paga con la propria felicità e persino con la vita. Quante promesse vuote di felicità, che finiscono per mutilare delle vite!”. “Non darsi per vinti”, l’invito a braccio fatto ripetere alla folla. Poi Francesco, salutato da un fragoroso applauso, ha citato “un grande giocatore di queste terre che ha imparato a non rassegnarsi”: Eusebio da Silva, la “pantera nera”. “Iniziò la sua vita sportiva nella squadra di questa città”, ha ricordato il Santo Padre: “Le gravi difficoltà economiche della sua famiglia e la morte prematura di suo padre non impedirono i suoi sogni; la sua passione per il calcio lo ha fatto perseverare, sognare e andare avanti… arrivando a segnare 77 reti per questo club di Maxaquene! Non mancavano i motivi per rassegnarsi…”.

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