Patrimonio culturale: don Pennasso (Cei), “contributi economici guardando al servizio e non più alla proprietà”

(Piacenza) “Dal 2016 e ancora di più dal 2018 con i nuovi regolamenti, l’Ufficio che dirigo ha avuto un cambio di prospettiva che potremmo così sintetizzare: metto al centro le persone nei confronti delle quali il patrimonio svolge una funzione di servizio e non più il patrimonio stesso”. Lo ha detto don Valerio Pennasso, direttore dell’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Cei, al convegno “Il patrimonio culturale di interesse religioso in Italia: religioni, diritto ed economia” organizzato all’Università Cattolica di Piacenza. “Prima i contributi economici – ha spiegato don Valerio – erano solo per i beni di proprietà ecclesiastica oggi invece si guarda alla prospettiva e al servizio indipendentemente da chi sia il proprietario. Si cerca di fare un lavoro per conoscere il patrimonio e poterlo utilizzare e gestire: non più una prospettiva patrimoniale quindi ma gestionale e di servizio. Questo comporta una maggior responsabilità per vescovi e per le comunità – non sempre compreso – che per programmare devono avere una visione complessiva e unitaria del loro patrimonio”. Don Pennasso ha poi citato alcuni degli strumenti utilizzati dall’Ufficio nazionale, a partire dal sito Bweb che “si sta trasformando da una banca dati a uno strumento di comunicazioni per le diocesi” o ‘Via delle bellezze’ che raccoglie esperienze delle diverse dicesi da poter utilizzare nella pastorale. Infine, ha annunciato l’avvio di un lavoro per definire entro tre anni i confini delle diocesi italiane: si parte dall’Emilia-Romagna in collaborazione con l’Università di Bologna.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa