Vocazione: Enzo Bianchi, “tutti siamo chiamati alla coerenza tra ciò che si professa e ciò che si vive”

(da Bose) Il XXVII Convegno ecumenico internazionale di spiritualità dedicato al tema “Chiamati alla vita in Cristo” conclusosi in serata a Bose ha voluto essere “un richiamo alla coerenza tra ciò che si professa nella fede e ciò che si vive nella vita. Perché oggi – e ci sono sovente anche delle esortazioni su questo da parte del Papa – notiamo quanti cristiani che si dicono tali, che usano il nome del Signore e nello sesso tempo non fanno ciò che il Signore ha detto, come il rapporto verso il povero, l’affamato, il carcerato, l’immigrato verso i quali il Signore ci ha chiesto di esercitare la carità altrimenti ci sconfesserà nel giorno del giudizio”. Così Enzo Bianchi, fondatore della Comunità monastica di Bose, commenta al Sir tematiche e riflessioni affrontate in questi giorni di convegno.
Rispetto al tema che ha fatto da filo conduttore alla tre giorni, Bianchi rileva che “già nel Nuovo Testamento vediamo ammonimenti da parte di Gesù e degli Apostoli a richiamare i cristiani alla coerenza”. “Non basta professare il Vangelo, non basta dire ‘Signore, Signore’ per potersi dire davvero discepoli di Gesù – sottolinea – ma bisogna fare quello che Gesù ha chiesto e bisogna vivere in un rapporto profondo con lui”. “Certamente – osserva Bianchi – noi oggi sentiamo questo con ogni probabilità in una maniera più evidente perché alle spalle abbiamo una cultura e una tradizione cristiana che sovente ci sembrano sufficienti per essere discepoli di Gesù. Battezzato lo è la più parte della nostra gente”, riconosce Bianchi, aggiungendo che “sappiamo che il cristianesimo ha nel battesimo il sigillo ma certamente occorre la conversione, che è sempre un cambiamento da ciò che si è a ciò che si dev’essere alla sequela del Signore”.
Il fondatore della comunità monastica che da 27 anni accoglie questo momento di incontro e approfondimento ecumenico a partire dalla spiritualità ortodossa mette poi in luce come “in un momento in cui ci sono difficoltà tra le Chiese, tensioni anche tra le Chiese ortodosse è stato molto bello vedere in questi giorni tutte le Chiese ortodosse presenti a Bose”. Erano presenti “anche la Chiesa russa e la Chiesa di Costantinopoli, tra le quali ci sono tensioni”, ma – racconta – “i due vescovi si sono abbracciati e si sono scambiati il bacio della pace. Questo fa sì che quello che noi professiamo corrisponda anche a ciò che tentiamo di vivere”.

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