Papa in Madagascar: messa a Antananarivo, non “strumentalizzare” la religione per “giustificare violenza, terrorismo e emarginazione”. No a “egoismo e mezzi immorali”

È difficile “seguire il Signore quando si vuole identificare il Regno dei Cieli con i propri interessi personali o con il fascino di qualche ideologia che finisce per strumentalizzare il nome di Dio o la religione per giustificare atti di violenza, di segregazione e persino di omicidio, esilio, terrorismo ed emarginazione”. Lo ha detto il Papa, nell’omelia della messa nel Campo diocesano di Soamandrakizay, esortando a “non manipolare il Vangelo con tristi riduzionismi, bensì a costruire la storia in fraternità e solidarietà, nel rispetto gratuito della terra e dei suoi doni contro qualsiasi forma di sfruttamento; con l’audacia di vivere il dialogo come via; la collaborazione comune come condotta; la conoscenza reciproca come metodo e criterio; non cedendo alla tentazione di certe dottrine incapaci di vedere crescere insieme grano e zizzania nell’attesa del padrone della messe”. No all’“egoismo” e “all’uso di mezzi immorali”, il monito di Francesco, secondo il quale è “difficile condividere la nuova vita che il Signore ci dona quando siamo continuamente spinti a giustificare noi stessi, credendo che tutto provenga esclusivamente dalle nostre forze e da ciò che possediamo; quando la corsa ad accumulare diventa assillante e opprimente”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa