Il primato della persona

Non possiamo non reagire alle continue ondate di atteggiamenti violenti che stanno investendo tutti i settori della nostra vita sociale. Sembra quasi che il rispetto della dignità della persona umana sia completamente scomparso dal nostro dizionario

Non possiamo non reagire alle continue ondate di atteggiamenti violenti che stanno investendo tutti i settori della nostra vita sociale. A partire dai nostri politici fino a giungere ai diversi “vomitatoi” che si registrano quotidianamente sui vari social. Sembra quasi che il rispetto della dignità della persona umana sia completamente scomparso dal nostro dizionario.
Troppo spesso, seduti comodamente sul nostro divano, siamo costretti ad assistere a dibattiti televisivi tra personaggi più o meno noti della politica che evidenziano un livello culturale molto basso connotato dal mancato rispetto delle regole che pongono alla base il rispetto della persona umana, specialmente quando non sono condivise le posizioni dell’interlocutore.
Il clima, a volte, è quello dell’odio, che non ha nulla a che vedere con il sereno e rispettoso scambio di opinioni. L’avversario non è più tale, ma diventa nemico. Un nemico da abbattere.
Questa logica conduce verso una sola direzione: quella dell’autodistruzione.
Non è diversa l’aria che si respira leggendo quanto ci riportano con sempre più frequenza i grandi comunicatori della carta stampata.
Sembra quasi che la “bravura” consista nell’evidenziare l’episodio più violento, solo perché questo “farebbe notizia”.
Siamo sempre più convinti che una corretta informazione non può e non deve giungere a calpestare la dignità della persona umana. Altro è la lettura del fatto e ben altro è il giudizio sulla persona.
Dobbiamo registrare purtroppo che il livello scende profondamente in basso quando si entra nell’intricato mondo dei social. In questo ambito a volte sembra quasi di scivolare in un pantano che non ha nulla di umano. Troppo spesso si stenta ad immaginare che dietro agli autori dei messaggini o delle chat dei social ci siano delle persone capaci di relazioni.
Vero è che la semplice connessione dentro al mondo digitale certamente non si può connotare come relazione umana. Questa ultima ha bisogno della concretezza di due occhi che guardano altri due occhi.
Lo scenario che abbiamo appena delineato avrebbe il sapore dell’apocalisse se non si aggiungesse che c’è chi reagisce a questo stato negativo di cose e crede fermamente che il primato della persona non è discutibile o mercanteggiabile.
Queste persone non sono quelle che fanno notizia, ma hanno il pregio di una convinzione che la costruzione di una nuova società può iniziare solo se ognuno porta il suo mattone.
Ai (pochi?) politici che credono nel primato della persona ed a tutte le altre persone di buona volontà chiediamo di uscire pienamente allo scoperto per testimoniare che il vero bene comune non può prescindere dal pieno rispetto della persona umana.

(*) direttore “L’Araldo Abruzzese” (Teramo-Atri)

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