Anziani: Auser, indagine su abitudini alimentari over65. Non mancano pane, frutta e un bicchiere di vino. Influisce il fattore-pensione

La crisi, la solitudine e il portafogli vuoto: sono diversi i fattori che incidono sulle abitudini alimentari di tutti noi e in modo particolare degli anziani. Fattori ai quali vanno aggiunti elementi di tipo culturale, di estrazione sociale, di salute e autonomia di vita che messi insieme fanno sentire le loro conseguenze anche a tavola. L’Auser, lo Spi Cgil e la Fondazione Di Vittorio, hanno deciso di indagare le abitudini alimentari degli over65 attraverso un’ampia ricerca, con oltre 11mila questionari distribuiti in tutte le regioni presso i centri sociali, le sedi sindacali, i servizi fiscali e di consulenza. I risultati di questa indagine sono stati presentati oggi a Firenze nell’ambito dell’ottava edizione de “La città che apprende”. Fra gli alimenti di gran lunga preferiti dalle persone anziane e utilizzati con frequenza giornaliera, figurano frutta fresca e pane (per circa l’85% degli intervistati), seguiti da ortaggi e verdura, cereali e derivati, latte e yogurt (per circa due terzi delle risposte). I prodotti a base di cereali figurano nelle diete quotidiane di oltre la metà delle persone intervistate (52,4%), i formaggi nel 19,5%, le carni trasformate sono presenti in misura maggiore di quelle fresche (9,8% contro il 9%). Difficile rinunciare a un bicchiere di vino rosso durante i pasti, infatti le bevande alcoliche sono assunte quotidianamente dal 41% degli anziani intervistati. Pesce e uova sono consumati raramente tutti i giorni, la percentuale si abbassa al 4-6% degli intervistati, mentre porzioni quotidiane di legumi sono segnalate dal 7,5% degli anziani. Anche il fattore economico influisce sulla composizione della dieta. Verdura e ortaggi sono consumati una volta al giorno da circa il 48% degli intervistati in tutte le classi di reddito, ma il consumo frequente e cioè più volte al giorno si attesta sul 17,3% di coloro che hanno pensioni tra 500 e 800 euro al mese, e sul 28,6% di chi ha pensioni superiori a 1500 euro mensili. Inoltre, se si è in due si mangia meglio: lo dice la ricerca dell’Auser e dello Spi. Le persone che vivono da sole, infatti, hanno una dieta meno varia e “più povera” con maggiore utilizzo di legumi e uova.

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