Economia sommersa e illegale: Istat, pesa la “sotto-dichiarazione degli operatori economici”

“La composizione del valore aggiunto dell’economia non osservata nel 2014 deriva per quasi la metà (46,9%, era 47,9% nel 2013) dalla sotto-dichiarazione degli operatori economici, mentre la parte restante dipende dal lavoro irregolare (36,5%, era 34,7% nel 2013), per l’8,6% da altre componenti, come fitti in nero, mance e integrazione domanda-offerta, e per l’8% alle attività illegali”. Lo rivela il Report “L’economia sommersa nei conti nazionali – Anni 2011-2014”, reso noto oggi dall’Istat. “I settori con maggiore incidenza sul valore aggiunto sono quelli delle Altre attività dei servizi (33,6% nel 2014), del Commercio, trasporti, attività di alloggio e ristorazione (25,9%) e delle Costruzioni (23,5%)”, si legge nel Report. “Il peso della sotto-dichiarazione sul complesso del valore aggiunto prodotto in ciascun settore assume dimensioni importanti nei Servizi professionali (17,5% nel 2014), nel Commercio, trasporti, alloggio e ristorazione (13,8%) e nelle Costruzioni (13,2%)”, prosegue il Report. All’interno dell’industria, “l’incidenza risulta marcata nelle attività economiche connesse alla Produzione di beni alimentari e di consumo (8,3%) e contenuta in quelle di Produzione di beni di investimento (2,7%)”.

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