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Stati Uniti: Kurtz (vescovi), “l’attuale discorso politico ha umiliato troppo le donne e i credenti”

“L’attuale discorso politico” negli Stati Uniti “ha umiliato troppo le donne ed emarginato le persone credenti. Tutto ciò deve cambiare”: ad affermarlo è monsignor Joseph E.Kurtz, arcivescovo di Louisville e presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti, inserendosi nel dibattito elettorale per il futuro presidente del Paese e all’indomani di una lettera congiunta firmata da tutte le principali religioni e confessioni cristiane sul diritto alla libertà di religione, messo in discussione da un recente report della Commissione diritti civili. “In questo importante momento nella storia della nostra nazione – scrive monsignor Kurtz in una nota arrivata al Sir -, incoraggio tutti a riflettere su uno dei principi fondanti della nostra Repubblica: la libertà di religione, che garantisce il diritto delle comunità di credenti a preservare l’integrità del proprio credo e una corretta autonomia di gestione”.  Alcuni recenti rapporti hanno “cercato di interferire nella vita interna della Chiesa per un guadagno politico a breve termine – osserva -. Se fosse vero, è preoccupante sia per il bene delle comunità dei credenti sia del nostro Paese”. “Come cattolici – ribadisce -, teniamo alle nostre convinzioni perché ci provengono da Gesù e non da un consenso costruito sulla base di norme contemporanee. Il Vangelo è offerto a tutti e in tutti i tempi e ci invita ad amare il prossimo e vivere in pace. Per queste ragioni, la verità di Cristo non è mai obsoleta o inaccessibile. Il Vangelo serve il bene comune, non le agende politiche”. Il presidente dei vescovi Usa auspica che “i funzionari pubblici rispettino i diritti delle persone a vivere la loro fede senza interferenze da parte dello Stato. Se le comunità religiose perdono questo diritto, l’idea stessa di ciò che significa essere un americano è perduta”. “I politici, i loro staff e i volontari dovrebbero essere specchio delle nostre migliori aspirazioni come cittadini – afferma -. L’attuale discorso politico ha umiliato troppo le donne ed emarginato le persone credenti. Tutto ciò deve cambiare”.

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