Siria: Unicef, vaccinati 65.000 bambini tra mercoledì e giovedì scorso

La situazione in Siria è ancora drammatica. Tra mercoledì e giovedì scorso l’Unicef ha vaccinato circa 65.000 bambini nel governatorato di Hassakeh, fra cui 1.748 nel campo di Al Hol e 740 nel campo di Areesheh. “I bambini in Siria continuano a pagare il prezzo più alto di un conflitto che non hanno voluto e che affrontano giorno dopo giorno da 8 anni. Molti non hanno conosciuto altro che guerra, violenze, distruzione, povertà – ha dichiarato Francesco Samengo, presidente dell’Unicef Italia -. Nel nord est della Siria 170.000 bambini sono a rischio a causa dei recenti combattimenti. Donare all’Unicef significa garantire assistenza medica, abiti per l’inverno, aiuti come cibo, acqua potabile, stoviglie, rifugi, protezione, sostegno psicosociale. I bambini della Siria non sono lontani. Con l’Unicef il tuo aiuto arriverà direttamente nelle loro mani”.
Le squadre mobili sostenute dall’Unicef hanno condotto screening medici su 131 bambini al di sotto dei 5 anni e su 40 donne in stato di gravidanza e allattamento, mentre i partner dell’Unicef per le squadre mobili hanno fornito 289 consulenze sanitarie di base a donne e bambini nella città di Hassakeh.
Attraverso i partner dell’Unicef ad Al Raqqa e Al Hassakeh, 1.885 bambini hanno beneficiato del sostegno psicosociale, della formazione sui rischi connessi alle mine e delle attività di sensibilizzazione fornite da squadre mobili. Inoltre, 10 bambini non accompagnati e separati sono stati identificati nelle stesse località attraverso le squadre mobili e quelli che avevano bisogno di affidamento sono stati orientati verso delle sistemazioni ad hoc, come misura ad interim per i non accompagnati.
La stazione di pompaggio dell’acqua di Alouk, ad Hassakeh, ancora non è funzionante a causa del danno alla principale linea elettrica, che colpisce l’approvvigionamento di acqua per oltre 400.000 persone. È necessario l’accesso per permettere all’Unicef di fornire 16.000 litri di carburante ogni giorno per far funzionare i generatori di emergenza. Nei 6 giorni passati, solo il 30% del bisogno di acqua è stato soddisfatto attraverso la rete idrica.
L’Unicef continua a portare acqua ai campi di Al Hol e Areesheh, e alle comunità e agli accampamenti colpiti da mancanza di acqua nelle città di Hassakeh e Tal Tamer. Sta, inoltre, lavorando per riabilitare i servizi igienici, costruire latrine, togliere il fango e raccogliere l’immondizia nei campi.

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